Come realizzare il sogno di Leibniz: il linguaggio del bambino come specchio della mente

Di seguito sono fornite informazioni per i ricercatori interessati alle posizioni aperte nel progetto. Il progetto LeibnizDream, selezionato e finanziato dall’Unione Europea nasce e si sviluppa dalla collaborazione di tre istituzioni: l’Università Humboldt di Berlino (HU), l’Università di Milano-Bicocca (UniMiB) e il Centro Leibniz di Linguistica Generale (ZAS) di Berlino. I tre Principal Investigator sono Artemis Alexiadou (HU), Maria Teresa Guasti (UniMiB) e Uli Sauerland (ZAS). Il Progetto è stato lanciato il 1° Gennaio 2021.

Compressione attraverso il linguaggio

I bambini nel mondo acquisiscono il linguaggio e con esso l’abilità umana di comunicare pensieri complessi. Questo progetto sviluppa una nuova teoria linguistica per spiegare come funziona il linguaggio e come è acquisito. L’ipotesi principale che il gruppo LeibnizDream sta esplorando è che il linguaggio comprima il pensiero in strutture e suoni. Mentre le attuali teorie assumono che esista un parallelismo tra pensiero e linguaggio, o almeno delle trasformazioni che mantengano il significato, il gruppo LeibnizDream ipotizza che il linguaggio realizzi solo una parte delle rappresentazioni concettuali del pensiero, proprio perché il linguaggio comprime il pensiero. Il linguaggio adulto, per esempio, è super-efficiente nel comprimere informazioni, per questo motivo Leibniz e molti altri autori degli ultimi 300 anni non sono stati in grado di trovare un accordo comune riguardo alle istanze primitive del pensiero.

Ipotesi e metodo

Una novità dell’approccio del gruppo LeibnizDream è l’ipotesi che il linguaggio dei bambini sia un miglior specchio del pensiero umano di quanto non lo sia il linguaggio adulto. Le nostre evidenze preliminari suggeriscono, infatti, che i bambini non siano capaci di comprimere le rappresentazioni concettuali in modo efficiente come gli adulti. Spesso il bambino produce molto più materiale dell’adulto, commettendo i così detti “errori di commissione”, che non sono tuttavia mai stati analizzati sistematicamente. Inoltre, la comprensione del linguaggio è più facile per i bambini quando c’è una corrispondenza 1:1 tra rappresentazioni concettuali (del pensiero) e espressioni linguistiche. Per testare queste ipotesi e specificare come le strutture concettuali sono compresse nel linguaggio, stiamo ideando una serie di almeno dodici studi di acquisizione del linguaggio da condurre su scala globale. A tal fine, abbiamo reclutato più di 50 collaboratori, ciascuno specializzato in una delle lingue del globo per un totale di 50 lingue di 21 differenti ceppi linguistici, due lingue dei segni e due lingue creole. Con questi dati potremo formulare un modello formale completo delle primitive semantiche, dei loro modi di combinazione in strutture concettuali, dei meccanismi di compressione morfologica e dei processi di acquisizione del linguaggio. Per realizzare questi obiettivi ci baseremo sulle evidenze provenienti dalla semantica formale, dalla sintassi generativa, dalla morfologia distribuita e da molte altre teorie della linguistica. Inoltre, un aspetto molto rilevante di questo nostro progetto è la realizzazione della prima ricerca aperta e collaborativa a livello globale per analizzare i processi di acquisizione linguistica.

Una nuova architettura grammaticale

La nuova architettura della grammatica mentale che il gruppo LeibnizDream sta sviluppando comprende una componente innata (il Generatore) e una componente acquisita (il Compressore) ed è simile a quella dei modelli computazionali attualmente usati. Il gruppo ha deciso di indagare sei aree che sono già state studiate in linguistica e mostrano interessanti variazioni cross-linguistiche. Le prime due aree riguardano la struttura interna di eventi complessi, ossia 1) l’espressione della causalità e dell’agentività, e 2) le componenti primitive del cambiamento tra stato e delle espressioni di eventi di movimento. Le altre quattro aree riguardano la struttura interna delle proposizioni: 2) i connettivi binari, specialmente la disgiunzione Booleiana (o), 4) i concetti di negazione come l’esclusione (solo), aggettivi antonomici (e.g. corto), e la negazione, 5) i quantificatori, inclusi i generici e le espressioni di distributività e 6) le dipendenze spesso analizzate in termini di variabili legate. Prese tutte insieme queste sei aree coprono un’ampia porzione della teoria linguistica. Il gruppo LeibnizDream raccoglierà dati in queste 6 aree per creare un modello formale preciso del ruolo di Generatore e Compressore che sarà implementato in forma computazionale.


This project has received funding from the European Research Council (ERC) under the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme (grant agreement No 856421).